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La settimana scorsa nel British Film Institute a Londra si è tenuta una conferenza fondamentale su argomenti attuali come la riforma della giustizia, l’educazione alla pace e la rottura del circolo vizioso della criminalità, preceduta dalla ‘prima’ inglese del documentario Inside Peace (La pace dentro), vincitore di numerosi premi. Condotta da Lord Tom McNally, direttore del Dipartimento Giustizia minorile del Regno Unito e membro del partito liberale alla Camera dei Lord, e da Peter Clarke, Ispettore Capo di Sua Maestà per le carceri e già capo del settore antiterrorismo di New Scotland Yard, la tavola rotonda includeva alcune delle personalità più in vista delle forze dell’ordine, del settore della libertà provvisoria, delle carceri di massima sicurezza e del sistema di giustizia penale del Regno Unito e del Sudafrica. La Fondazione Prem Rawat (TPRF) e la Tutu Foundation UK insieme hanno ospitato l’evento, presentato da Paul Bloomfield, rappresentante legale e direttore della Fondazione Sir John Cass.

BFI Inside PeaceNel delineare il quadro dei costi sociali del crimine e della carcerazione, il presentatore Paul Bloomfield ha portato all’attenzione dei convenuti alcune statistiche importanti: proprio questo mese, l’Institute of Economics and Peace (Istituto per l’economia e la pace), uno dei maggiori gruppi di esperti mondiali sul tema, ha pubblicato il Global Peace Index, (Indice Globale di Pace). Si calcola che ogni anno il costo dei conflitti nel mondo sia di 13,6 mila miliardi di dollari – il 13,3 percento del PIL mondiale, o di 1.800 dollari per ogni uomo, donna o bambini sul pianeta, per non parlare dell’incalcolabile costo umano della violenza. Il crimine e la carcerazione costituiscono una parte importante di questa cifra.

Tuttavia un calcolo che dona maggiore speranza stima che riducendo questi costi solo del 2% si pagherebbero per intero gli obiettivi del millennio prefissati dall’ONU, come lo sradicamento della povertà estrema e della malattia da tutto il mondo. È stato notato che in California il costo pagato dallo stato per ogni detenuto è di 65.000 dollari annui – ironicamente, è uguale allo stipendio di un insegnante di scuola.

La conferenza ha sottolineato il potenziale del Programma di educazione alla pace (PEP) di ridurre la recidiva dei detenuti e i costi ad essa associati. Il Programma di educazione alla pace, un progetto modello della TPRF, è un corso multimediale gratuito e innovativo disponibile oggi in 68 Paesi del mondo, che aiuta a scoprire le proprie risorse innate come la forza d’animo, la capacità di scegliere e la speranza. Il corso è offerto in 195 istituti correzionali di tutto il mondo e vari membri della tavola rotonda tenutasi al British Film Institute ha espresso l’effetto positivo che esso ha avuto sui detenuti affidati alla loro custodia.

BFI Inside PeaceJohn Bigging, che è stato direttore di tre centri carcerari, tra cui il Thameside inglese, un funzionario che combatte in prima linea per la riduzione della recidiva, ha descritto così la sua posizione e le sue difficoltà: “Il mio lavoro è tenere i detenuti al posto loro e dare loro il sostegno e l’aiuto che serve a motivarli a desiderare di cambiare. Dunque, i programmi come il Programma di educazione alla pace sono molto adatti a realizzare questo.” E ha aggiunto che nel Thameside sono adesso al sesto PEP, e che questo programma è completamente inserito e integrato nella strategia carceraria finalizzata alla riduzione della recidiva.

Un altro partecipante alla tavola rotonda, Deon Du Preez, già a capo della sezione di massima sicurezza del carcere di Zonderwater, in Sudafrica, ha promosso entusiasticamente il Programma di educazione alla pace nel suo istituto: “Uso il PEP per la giustizia riabilitativa. Personalmente, penso che quando ti senti in pace con te stesso, se hai speranza, allora possiamo dare inizio a un processo. Sono qui a Londra per dirvi che il PEP sta funzionando, in Sudafrica.”

Du Preez ha anche commentato un’altra difficoltà dall’interno della prigione, cioè che il 30% della popolazione carceraria non sa leggere né scrivere. Egli ha però preparato e istituito un progetto chiamato Leggere per salvarsi, che inizierà nel 2017, e a cui sarà collegato il PEP per motivare i detenuti a iniziare a leggere, aumentando in questo modo gli strumenti a loro disposizione per trasformare la propria vita.

BFI Inside PeaceMomento centrale della conferenza è stata la proiezione di Inside peace (La pace dentro), un filmato che racconta il profondo impatto che il PEP ha avuto sulla vita di numerosi detenuti, sia dentro una prigione del Texas che fuori, dopo il loro rilascio, mentre cercano di cambiare la propria vita. Il filmato è stato accolto con grande entusiasmo per il suo messaggio di liberazione e per la possibilità di un cambiamento duraturo nella vita dei detenuti e nella stessa società, e ha stimolato alcuni commenti intensi e profondi sul tema della riforma e della riabilitazione.

Diversi partecipanti alla tavola rotonda hanno notato il potere del mezzo filmico per agire sulle convinzioni inveterate su argomenti complessi come il crimine e la riduzione degli effetti della violenza. Peter Clarke, Ispettore Capo delle carceri britanniche, ha commentato: “…quel filmato straordinario e potente che abbiamo appena visto avrà un effetto sul modo in cui guarderò ogni prigione che andrò a ispezionare, nei prossimi mesi e anni.”

BFI Inside PeaceImmediatamente dopo la proiezione, Prem Rawat, sostenitore internazionale della pace, ha presentato la propria visione della pace basata sullo sviluppo delle risorse interiori, che il PEP intende coltivare. Ha sfidato il pubblico a non limitarsi ad accettare il crimine come cosa inevitabile, insieme alle condizioni sociali degradate ad esso associate, dicendo tra l’altro: “Se non vogliamo permettere al ciclo della distruzione di andare avanti, dobbiamo infrangerlo, non abituarci ad esso”.

La conferenza è stata trasmessa dal vivo in streaming e vista da migliaia di persone in tutto il mondo.

Per sapere di più sul Programma di educazione alla pace della TPRF e su come offrirlo in un istituto carcerario o in altro ambiente.

Per sapere di più sul filmato La pace dentro.

 

 

 

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